Saper scrivere non significa soltanto saper mettere nero su bianco o avere una buona padronanza della lingua. La scrittura ha molteplici sfumature tutte diverse, ed essere abili in una di queste non significa affatto saper scrivere qualunque cosa.
Proprio per questo motivo, essere giornalisti non significa essere copywriter, e viceversa. Sebbene abbiano diverse similitudini, sono due sfumature diverse della scrittura. Entrambi si occupano di verifica delle fonti, contenuti di qualità e titoli accattivanti. Entrambi hanno buona padronanza della lingua, mirano ad attirare l’attenzione del pubblico. Soprattutto, entrambi raccontano storie.

Il giornalista, in poche parole, è un divulgatore di notizie su carta stampata, radio, tv e social. A lui spetta il compito di ricercare la verità sostanziale dei fatti, e attenersi al raccontare storie vere riportando le notizie senza stravolgerle. Il suo linguaggio è più formale e oggettivo, e il suo scopo principale è quello di informare. Soprattutto, il giornalista ha un codice deontologico da rispettare.
Il copywriter si occupa di naming, claim, payoff, microcopy, messaggi promozionali, articoli blog e comunicati stampa. A lui spetta il compito di persuadere, e il suo più grande alleato è la creatività. Il suo linguaggio è quindi persuasivo, e la sua scrittura è chiamata ad avere molteplici sfumature a seconda delle esigenze del cliente, del target, e degli obiettivi da raggiungere. Gran parte del suo lavoro si basa sulla ricerca di mercato, non si ferma soltanto a raccontare storie, ma la crea partendo sempre da un’attenta ricerca delle fonti.

Dunque, tuo cugino che ha fatto duemila corsi sul giornalismo, non può professarsi copywriter e scrivere i testi del tuo sito web. Così come un copywriter che non si è mai affacciato sul mondo del giornalismo, non può definirsi giornalista.
Sarebbe un po’ come chiedere a un pianista di suonare la chitarra: nonostante gli spartiti musicali siano uguali per entrambi, ogni strumento è uno strumento a sé.